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LUOGO :: Zattere // Venezia
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A differenza del lavoro di Fiona Tan, il nostro progetto non ha l’ambizione di avere significati sottesi sulla vita e la crescita dell’essere umano, ma è il tentativo di mostrare come il mondo possa essere accettato, in un certo senso, anche al rovescio.
Dopo diversi tentativi di riprese, ci siamo rese conto che, più le ombre risultavano dimensionalmente simili alle persone che le producevano, più impressionante sarebbe stato l’effetto che si ottiene rovesciandole. Per effettuare questo tipo di riprese, la fondamenta delle Zattere si è rivelato il luogo perfetto, in quanto, essendo esposta a sud, il sole nelle ore di punta è perpendicolare alla direzione in cui camminano le persone. Il risultato che si ha, nei mesi invernali, avendo il sole ancora non troppo alto, è proprio quello di avere delle ombre che imitano alla perfezione i loro possessori. Questa situazione si riesce a cogliere però solo se vista dall’alto, quando l’ombra ben spalmata sul pavimento si lascia leggere nella sua interezza e, la persona che la genera, grazie ad una distorsione prospettica, si schiaccia, perdendo parte della sua tridimensionalità. è a questo punto che ruotando l’immagine si ottiene “la magia”: invertendo la gerarchia tra ombra e persona, non sembra più che la prima dipenda dalla seconda ma si ha l’impressione, in un certo senso, che si sia impossessata della persona che la genera, e se la porti a spasso trascinandosela dietro.

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MARZO/2008 :: REALIZZAZIONE DEL VIDEO FINALE
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Già nel corso delle prime fasi di taglio del video, è stato interessante verificare come, solo da una rotazione delle immagini si potesse produrre un effetto così forte. Nonostante dopo una frazione di secondo ci si renda che nel video l’immagine è rovesciata, ci ostiniamo comunque a voler vedere nell’ombra la persona e nella persona l’ombra. La persona sembra quasi perdere la sua tridimensionalità per regalarla all’ombra.

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FEBBRAIO/2008 :: PRIME PROVE
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Per la realizzazione del video, abbiamo fatto alcune riprese preliminari, per capire quali effetti avremmo potuto ottenere.

Senza un cavalletto ci rendiamo conto che il video risulta un po’ traballante e potrebbe far venire la nausea ai nostri spettatori invece di creare una differente percezione delle ombre. Scusateci la mancata organizzazione iniziale.

Bisognerebbe trovare delle persone gentili che ci dessero la disponibilità ad usare i terrazzi spaziosi, esposti sulla fondamenta delle Zattere. Per le riprese della seguente presentazione eravamo purtroppo costrette su un terrazzino di 1 mq con dei vasi di cactus sulle gambe. Questa condizione, anche se non ottimale, ci ha tuttavia consentito di capire quale sia la tipologia di immagini di cui abbiamo bisogno per costruire al meglio il nostro progetto.

Purtroppo, come ha ben detto il prof. Casati, si tratta di un progetto meteoropatico. Per la versione ufficiale del video dovremmo aspettare un’altra bella giornata (cosa un po’ rara a Venezia).

Nonostante tutto ciò, vi auguriamo una buona visione!


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